Il direttore di Rolling Stone ha scritto, sul sito del giornale, un editoriale a difesa delle parole di Nichi Vendola, quelle secondo le quali Carlo Giuliani è un eroe e come tale deve essere accostato a Falcone e Borsellino. Ora, il paragone è talmente idiota che l’unica ragione possibile per aver difeso una posizione del genere è, mi sono detta, la voglia di cavalcare ad ogni costo l’onda di perenne indignazione che ancora è legata agli orribili fatti di Genova e che su una rivista come RS trova facile appiglio. L’equivalente del mettere in copertina il Che o Keith Richards: giochi sul sicuro. Peccato però che Nichi Vendola abbia, proprio ieri, smentito di aver mai fatto tale paragone. Peccato per il direttore di RS che nella furia di cavalcare la polemica del giorno è finito a gambe all’aria. Ma bene per tutti noi che in Vendola forse un po’ ci crediamo.
On 21 luglio 2010, In carta stampata, il paese che vorrei, By Simona
vendola ha smentito di aver fatto il paragone che infatti è una cazzata e ci si poteva arrivare ad occhi chiusi. quel che ha detto è che giuliani è “il simbolo di una generazione” e blabla. il cazzo.
io sono il simbolo della medesima generazione. incazzato uguale. che cristo uguale. nella stessa identica merda. che mi apro il culo lavorando 100 ore al giorno e che quello che ho me lo sono guadagnato, per poco che sia, senza pensare verosimile che una guerriglia urbana possa in qualsiasi modo mostrarmi al mondo come qualche cosa di differente se non un teppista sui generis e balneare, dato che 3 giorni dopo tutti gli altri -che per dovere di cronaca chiameremo i sopravvissuti- sono tornati a fare il bagno al mare o leccarsi le ferite provocate da un mondo che guarda caso è rimasto identico a se stesso, anzi: mi sembra pure peggiorato. Non possono essere sempre eroi gli altri. E mai quelli come noi. Questo si contesta Vendola. Al di là di aver saputo tacere il paragone che naturalmente altri sciocchi non hanno trovato un momento per tacere, inventandoselo di sana pianta.
scusate eh, ma le parole corrette con cui vendola ha drizzato il tiro sono queste:
“nessun paragone, era il contrario di un’apologia, o di una retorica (…) ho parlato di carlo giuliani come di un “eroe ragazzino”. eroe della propria vita difficile, della vita amara.
a me, francamente, non va bene manco così.
Nemmeno a me, Vale.
Per quello che vale, come Simona, quando ho scritto quel che ne pensavo sull’argomento ho parlato proprio di “eroe ragazzino” contestando a Vendola che, appunto, non mi sta bene; non che non sia legittimo, ciascuno ha gli eroi che vuole, ma non sta bene a me e visto che anche io voto e potevo anche votare lui, perché no, purtroppo mi devo tirare indietro poiché di fatto prendo atto che ha scelto di strizzare l’occhio alla sinistra antagonista e non a quelli come me, che mi piacerebbe anche avere un nome prima o poi. pensavo di usare “sinistra e basta” ma se dici “pomigliano” due o tre volte al giorno pare non si possa fare: c’è sul contratto proprio.
non so, devo rileggere bene vendola. però credo che una frase come “eroe della sua generazione” possa voler dire cose diverse. possa, per esempio, voler dire emblema di una generazione di sbandati senza ideali che per due giorni hanno credito di poter cambiare il mondo. in questo senso non mi sento di condannare né giuliani né altri che erano lì. c’ero anche io. e veramente per come era il clima in quel momento, in quei gironi, sembrava che fosse importante essere lì, che si potesse davvero cambiare qualcosa. siamo stati tutti ingenui, sicuramente. ma non puoi essere consapevole degli effetti delle cose e degli eventi mentre li stai vivendo. per carlo giuliani posso avere tenerezza, ecco.
non voglio essere frainteso. provo la medesima tenerezza ed enorme rammarico per la persona. nonché un profondo odio nei confronti degli altri “attori” a contorno. e sì, anche io ho valutato (e considerato probabile) che Vendola con “eroe” volesse dire “emblema” o per essere più precisi “campione”. E ho deciso che è ancora peggio. Deve saper scegliere le parole giuste. Io sono fatto solo di parole. E quindi capisco quelle e do loro un significato importante.
Infine, Simo, non sono d’accordo con il fatto che non si possa essere consapevole degli effetti delle cose mentre li stai vivendo. Bisogna imparare ad essere scafati nella vita. Di solito chi gioca a fare il naif muore da stupido, oppure passa una vita intera ai margini della realtà, che è un metodo ma non puoi poi biasimare il resto della società che invece si fa un mazzo così per capire “cosa succede se”.
sasaki: non lo so. secondo te i beatles erano consapevoli che stavano diventando i beatles mentre vivevano quegli anni? questo intendo. quando ci sei dentro non puoi ancora sapere il posto che quegli eventi avranno nella storia.
Ho capito cosa dici, ma non credo che si debba avere necessariamente coscienza della big picture per non fare puttanate a breve termine.
good point.
[...] ha scatenato gli ultimi eredi della Pasionaria di Spagna (come qui) ma ha, come era lecito attendersi, scatenato soprattutto proteste. Vendola è stato costretto a un [...]